Benvenuti nella nostra clinica di proctologia nel cuore di Monaco!

Se notate un arrossamento, un "rigonfiamento" o anche semplicemente dolore sul coccige, se trovate tracce di pus o sangue sulla carta igienica o sulla biancheria intima, bisogna considerare una fistola sacro-coccigea.   Per la cura di questa malattia, nota anche come Sinuns pilonidalis (o cisti pilonidale), vale la pena consultare uno specialista. Inoltre, un esame accurato consente una terapia attenta, adatta alla situazione individuale.

Cos’è la fistola sacro-coccigea (Sinus pilonidalis)?

Bulbo pilifero (sinistra), bulbo pilifero dilatato (pit) e fistola pilonidale (destra)

Una fistola sacro-coccigea è un granuloma da corpo estraneo. I peli che penetrano o crescono nel tessuto sottocutaneo provocano un’infiammazione, la quale causa una distruzione dei tessuti e lo sviluppo della cavità della fistola o di un condotto tubolare. Tessuti "robusti" come la fascia muscolare, il periostio e le ossa costituiscono una barriera contro la diffusione, così come lo è la capsula di tessuto connettivo creata dal corpo. Le ossa e lo sfintere infatti non sono quasi mai colpiti dal Sinus pilonidalis .

Come si forma una fistola sacro-coccigea (Sinus pilonidalis)?

Tipica fistola sacro-coccigea con molteplici pit (le minuscole aperture) e l’apertura granulosa della fistola (la "pustola")

Come arrivano i peli sotto la pelle? Esistono probabilmente tre meccanismi:

  1. lo sviluppo del pelo è perturbato, il nuovo pelo non viene spinto fuori dal bulbo pilifero in modo corretto. Il materiale costitutivo del pelo, la cheratina, viene accumulata sotto forma di depositi in piccole particelle nei bulbi piliferi (follicoli).
  2. I peli vengono formati normalmente, poi si spezzano e restano bloccati all’interno delle pareti del follicolo pilifero, il quale si riempie di peli spezzati. Anche i peli della schiena o i capelli possono concentrarsi nel solco tra i glutei attraverso i continui movimenti di quest’ultimi. La strutture superficiale dei peli, simile a una freccia con uncini, fa sì che una volta incastrati, i peli restino inseriti nel tessuto e non possano essere rimossi facilmente neanche lavandosi.
  3. A volte, nei condotti fistolosi asportati, si osserva una crescita pilifera ordinata, come se il pelo fosse cresciuto direttamente "sotterraneamente",forse a seguito di una perturbazione del suo sviluppo.

 

Il follicolo pilifero dilatato è riconoscibile dall’aspetto di piccolo punto nero o di apertura dalla taglia millimetrica. Quando si vede un "pit" di questo tipo, la diagnosi di una fistola sacro-coccigea è comprovata.

Quali sono i sintomi causati da una fistola sacro-coccigea (Sinus pilonidalis, fistola pilonidale)?  

"Forma lieve": disturbi lievi o assenti

Nella fase iniziale, lo sviluppo della fistola sacro-coccigea non viene notato oppure i disturbi sono lievi e non specifici (dolori quando ci si siede su sedie dure, sensazione simile a un "brufolo" o una contusione). Oltre a un’apertura visibile nell’area del solco tra i glutei (rima ani), a volte compaiono anche alcuni disturbi (forma evolutiva "lieve").

 

Nell’analisi di adulti soggettivamente privi di disturbi, si riscontra fino al 4,6% di segni esterni di una fistola sacro-coccigea.

Forma acuta: ascesso coccigeo (ascesso pilonidale)

Ascesso pilonidale acuto con apertura spontanea e fuoriuscita di pus

L’ascesso pilonidale può svilupparsi nell’arco di pochi giorni, laddove la fistola sacro-coccigea che ne è alla base esisteva inosservata già in precedenza. Il tipico aspetto caratterizzato da un rigonfiamento rosso e doloroso sul sedere ovvero nella regione del coccige è riconoscibile a colpo d’occhio. I sintomi visibili esteriormente possono anche essere lievi. Il paziente avverte dolori forti, nonostante non si veda molto. A un'osservazione più attenta, però, si nota che un rigonfiamento è riconoscibile nel confronto tra i lati (asimmetria del solco tra i glutei), un indurimento è palpabile o la pelle ha un effetto sorprendentemente liscio e i pori sono otturati. A causa del gonfiore, i pit spesso non sono visibili.

A volte i pazienti riferiscono di una precedente caduta sull’osso sacro. Una relazione causale non può essere provata.

Non di rado, i disturbi sopraggiungono a seguito di lunghi periodi passati seduti, durante l’attività lavorativa, negli alunni e negli studenti durante la preparazione di esami o dopo lunghi voli in aereo.

Forma cronica: la fistola pilonidale

Alcuni pazienti avvertono soltanto dolori lievi e notano la presenza della fistola soltanto casualmente o per la fuoriuscita di sangue o la secrezione di pus.

La colonizzazione della fistola pilonidale da parte della flora batterica mista sempre presente in questa regione, costituita da batteri intestinali e della pelle, aerobi e anaerobi, può causare lo sviluppo di odori molto sgradevoli. La capsula di tessuto connettivo spesso contiene molte fibre collagene ed è dura come una cartilagine, per cui le irritazioni a seguito di lunghi periodi trascorsi seduti si presentano senza veri e propri dolori.

A volte anche i pazienti stessi scoprono piccole fessure nell’area del solco tra i glutei. 

 

Perché un "centro" per la cura della fistola sacro-coccigea?

Annualmente, in Europa, si registra una fistola sacro-coccigea su circa 195000 nuove malattie.

La terapia tradizionale della fistola sacro-coccigea (il "metodo della tecnica aperta") porta non di rado da un mese fino a anni di malattia.

La maggior parte dei pazienti si trova nella prima fase dell’età adulta, poiché la scuola, la formazione, lo studio e l’inizio della vita lavorativa possono nuocere. Anche gli sportivi (a livello antagonistico) non possono e non vogliono concedersi una pausa dall’allenamento.

Dal 2001 siamo uno dei pochi centri in Europa specializzati nel trattamento della Sinus pilonidalis e abbiamo sviluppato la tecnica del Pit Picking in oltre 1200 operazioni dalla creazione della clinica a Monaco nel 2013. Dopo il Pit Picking, l’operazione con il laser (FiLaC) e l’asportazione tubolare minima (fistolectomia), l’attività lavorativa e sportiva è possibile pochi giorni dopo un’operazione.

L’operazione della cisti pilonidale è indolore ed eseguibile in anestesia locale.

Il post-trattamento del Pit Picking è semplice: la doccia, il bagno o il nuoto sono possibili senza limiti dal secondo giorno dopo l’operazione.

Siamo lieti della Sua visita presso la nostra clinica a Monaco!

Il Suo team dello European Pilonidal Center

Dr. Bernhard Hofer und Klaus Bärtl

1996 Patienten

mit Steißbeinfistel haben die Behandlung in unserer Praxis gewählt (Stand 22.02.17).

European Pilonidal Center

Zentrum zur Behandlung der Steißbeinfistel

in der Proktologischen Praxis München

Dr. B. Hofer und K. Bärtl

Brienner Str. 13

80333 München

089-292679

doc@darmsprechstunde.de

Allgemeine Chirurgen
in München auf jameda
Dr. Hofer Facharzt für Chirurgie, Viszeralchirurgie, Proktologie und Spezialist für Steißbeinfisteln in München Dr. Bernhard Hofer, Facharzt für Viszeralchirurgie und Proktologie, Ltd. Arzt

Warum ein "Zentrum" zur Behandlung der Steißbeinfistel?

In Deutschland werden im Jahr etwa 20.000 Patienten an einer Steißbeinfistel operiert.

Die herkömmliche Therapie der Steißbeinfistel ("Metzger-Methode") führt nicht selten zu einem Monate bis Jahre langen Krankenstand.

Die meisten Patienten sind im jungen Erwachsenenalter, so daß Schule, Ausbildung, Studium und Start ins Berufsleben leiden können. Auch (Leistungs-) Sportler können und wollen sich eine Trainingspause nicht leisten.

Seit 2001 haben wir uns als einer der wenigen Ärzte in Europa auf die Behandlung des Sinus pilonidalis spezialisiert und in über 1200 Operationen seit Gründung der Praxis in München 2013 die Technik des Pit Picking weiterentwickelt. Nach Pit Picking, Laser-OP (FiLaC) und minimal tubulärer Exzision (Fistulektomie) wird Arbeits- und Sportfähigkeit wenige Tage nach einer Operation erreicht. Die Rate primärer Heilung liegt über 90 %.

Die OP des Pilonidalsinus ist schmerzfrei in örtlicher Betäubung möglich.

Die Nachbehandlung nach Pit Picking - OP ist einfach, Duschen, Baden und Schwimmen sind ohne Einschränkung möglich ab dem zweiten Tag nach der OP.

Klaus Bärtl Facharzt für Viszeralchirurgie und Spezialist für Steißbeinfisteln in München Klaus Bärtl, Facharzt für Viszeralchirurgie
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